Un nutriente fondamentale
Lo iodio è un minerale traccia indispensabile per la sintesi degli ormoni tiroidei T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina). Questi ormoni regolano il metabolismo basale, la temperatura corporea, lo sviluppo neurologico e moltissime funzioni del nostro organismo. Senza iodio, la tiroide non può funzionare correttamente.
Una carenza ancora diffusa
La carenza di iodio è una delle più diffuse al mondo. Le aree più colpite sono quelle montane e lontane dal mare, dove il suolo è povero di iodio. L'Italia è ancora oggi considerata un'area a moderata carenza iodica nonostante le campagne di iodoprofilassi degli ultimi decenni.
I segnali di carenza
- Gozzo: ingrossamento della tiroide visibile sul collo
- Ipotiroidismo: stanchezza, freddolosità, aumento di peso, pelle secca, depressione
- Capelli e unghie fragili
- Difficoltà di concentrazione
- Costipazione
- Problemi di fertilità
- Nei bambini: ritardo nello sviluppo cognitivo e fisico
- In gravidanza: aumentato rischio di aborto e malformazioni
Il fabbisogno
Il fabbisogno giornaliero di iodio varia secondo età e condizione:
- Adulti: 150 mcg/giorno
- Gravidanza: 220 mcg/giorno
- Allattamento: 290 mcg/giorno
- Bambini: 90-120 mcg/giorno (variabile per età)
Le fonti alimentari
Le più ricche
- Alghe marine: kombu, wakame, nori (contenuti molto variabili, attenzione all'eccesso)
- Pesce di mare: merluzzo, tonno, sardine, salmone
- Crostacei e molluschi: gamberi, vongole, ostriche
- Sale iodato: la fonte più semplice e democratica
- Uova: il tuorlo soprattutto
- Latticini: latte e derivati (contenuto variabile)
Fonti deboli o assenti
Cereali, legumi, frutta e verdura contengono iodio in quantità molto variabili in base al suolo di coltivazione, generalmente scarse nei suoli italiani.
L'importanza del sale iodato
L'aggiunta sistematica di iodio al sale da cucina è una delle misure di sanità pubblica più efficaci. Sostituire il sale comune con sale iodato (anche solo a tavola) garantisce un apporto basale. Attenzione: il sale rosa dell'Himalaya e il sale marino integrale non sono iodati e non coprono il fabbisogno.
Le categorie più a rischio
- Donne in gravidanza e allattamento
- Bambini in età di sviluppo
- Vegani che non consumano alghe regolarmente
- Persone che usano sale non iodato
- Chi vive in aree montane senza supplementazione
- Chi segue diete povere di sale per ipertensione (a maggior ragione necessario sale iodato)
L'integrazione
L'integrazione con iodio in capsule è consigliata in gravidanza (200 mcg/giorno) e in caso di carenza accertata. Per i comuni adulti, la combinazione di sale iodato + consumo moderato di pesce di mare è generalmente sufficiente.
Attenzione all'eccesso
L'eccesso di iodio può paradossalmente causare problemi tiroidei: ipertiroidismo, tiroidite, peggioramento di patologie autoimmuni tiroidee. Le alghe in particolare possono contenere quantità altissime di iodio e vanno consumate con moderazione (non più di 1-2 volte a settimana, in piccole quantità). Mai integrare iodio in capsule senza prima aver dosato i livelli di TSH e gli anticorpi tiroidei.
In caso di patologie tiroidee
Chi soffre di tiroidite di Hashimoto, ipertiroidismo o noduli tiroidei deve gestire l'apporto di iodio con il proprio endocrinologo, perché può influenzare il decorso della patologia. In questi casi anche l'uso di sale iodato e alghe va valutato individualmente.