L'umile pianta dalle grandi virtù
Il tarassaco (Taraxacum officinale), comunemente chiamato dente di leone o soffione, è una delle piante più diffuse e sottovalutate. Considerata erbaccia da molti, è in realtà uno dei rimedi depurativi più potenti della fitoterapia europea, conosciuta e usata da Greci, Arabi e maestri della medicina rinascimentale.
Le diverse parti della pianta
Tutte le parti del tarassaco sono utilizzabili, con sfumature di azione diverse:
- Radice: ricca di inulina, taraxasterolo e composti amari, agisce soprattutto sul fegato
- Foglie: diuretiche e ricche di potassio, agiscono sui reni e sulla diuresi
- Fiori: contengono flavonoidi antiossidanti, utili in tisane e oli infusi
I benefici principali
Drenaggio epatico
Il tarassaco stimola la produzione e l'eliminazione della bile, aiutando il fegato a smaltire tossine, ormoni esausti e metaboliti dei farmaci. È utile in caso di digestione difficile, sonnolenza post-prandiale, alito cattivo e pelle spenta.
Azione diuretica
A differenza di molti diuretici farmacologici, il tarassaco non depaupera il corpo di potassio (anzi, ne è ricco). Favorisce l'eliminazione di liquidi in eccesso, utile in caso di gonfiore, cellulite, ritenzione idrica.
Regolazione del colesterolo
Stimolando l'attività epatica, contribuisce a migliorare il profilo lipidico. Studi preliminari suggeriscono effetti positivi sui livelli di colesterolo LDL.
Sostegno digestivo
I principi amari della radice stimolano la produzione di succhi gastrici, migliorando la digestione di pasti pesanti.
Come assumerlo
In tisana, 1-2 cucchiaini di radice o foglie essiccate per tazza, decotto di 10 minuti, 2-3 tazze al giorno per cicli di 3-4 settimane in primavera o autunno. In tintura madre, 30-40 gocce in acqua due volte al giorno prima dei pasti. Le foglie giovani si possono consumare fresche in insalata per un'azione depurativa più leggera.
Controindicazioni
Sconsigliato in caso di calcoli o ostruzione delle vie biliari, gastrite acuta o ulcera. Da usare con cautela in chi assume diuretici, anticoagulanti o farmaci per la pressione. Possibili reazioni allergiche in chi è sensibile alle Asteraceae.