La pianta sacra
La verbena officinale (Verbena officinalis) era considerata pianta sacra da Egizi, Druidi, Romani. Veniva usata in cerimonie religiose, come amuleto, come medicinale. Da non confondere con la verbena odorosa (Aloysia citrodora), un cespuglio sudamericano dall'aroma di limone. La verbena officinale ha sapore amaro, non aromatico.
Le proprietà
Contiene:
- Verbenalina e verbenina: principi amari caratteristici
- Flavonoidi: con azione antiossidante
- Mucillagini: leggermente emollienti
- Tannini: lievemente astringenti
- Saponine
I benefici principali
Calmante del sistema nervoso
- Ansia
- Insonnia da stress
- Nervosismo
- Stati depressivi lievi
- Esaurimento nervoso
Digestiva
I principi amari stimolano:
- Produzione di succhi gastrici
- Funzione epatica e biliare
- Riduzione gonfiore
- Spasmi digestivi
Galattogoga
Stimola la produzione di latte materno.
Antifebbrile
Tradizionalmente usata per febbri.
Antispasmodica
Per crampi mestruali, intestinali.
Tonica
In convalescenze, stanchezza dopo malattie.
Forme
- Tisana: 1 cucchiaino in tazza, infusione 10 minuti, 2-3 tazze al giorno
- Tintura madre: 30-40 gocce 2-3 volte al giorno
- Estratto secco: 300-500 mg al giorno
Combinazioni
- Verbena + camomilla + melissa: tisana calmante
- Verbena + finocchio + anice: per digestione e galattogogo
- Verbena + passiflora: per ansia notturna
Precauzioni
- Gravidanza: controindicata (stimola contrazioni)
- Allergia alle Verbenacee
- A dosi elevate: possibili disturbi gastrici
- Anticoagulanti: cautela
La verbena officinale è una di quelle piante della tradizione che meritano di essere riscoperte. Versatile, sicura nei dosaggi normali, gentile ma efficace.